Una tradizione orale nei documenti

Ben diversa la tradizione orale che riguarda la famiglia di mia nonna: gli Ulivieri.Mentre i Cambri, gruppo familiare di artigiani del ferro e dei colori, caratterizzano la storia della loro famiglia a partite da un'epica di figure capostipite (il fabbro, l'armaiolo e il tintore) che si distribuiscono sul territorio (Castel del Piano, Arcidosso e la frazione delle Ciaccine), il racconto di famiglia sugli Ulivieri che ho incontrato è quello di un gruppo di eroi contadini fin dai nomi. La famiglia di Rosa Ulivieri diceva di venire o per meglio dire di 'essere' di Masso, di Bettona e dello Zozzino. Masso era un  accrescitivo di Tommaso, Bettona di Elisabetta, mentre Zozzino era un soprannome derivato dal dialettale 'Zozza' con il significato di grappa, dunque "il grappino".

Inequivocabilmente, secondo i documenti fin qui raccolti, la quasi totalità degli Ulivieri sono 'campagnoli', qualche volta 'braccianti'. Sono presenti in alcuni casi degli artigiani: uno scarpellino e un calzolaio. Tra le donne è presente una filatrice, qualche campagnola, mentre la stragrande maggioranza, come nel caso dei documenti dei Cambri 'sono atte a casa' o 'donne da casa'. Il secondo elemento che emerge subito che la percentuale degli illetterati, ovverossia di quelli che non possono sottoscrivere i documenti perché 'analfabeti', 'illetterati' o 'per non sapere scrivere' è sensibilmente più alta che tra gli artigiani Cambri.

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